11 ago
2010

Jiaxing

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Orrobimbo
sei docile argilla
in mani feroci
e pieghi
e rotei
e tendi
le tue esili membra
come lingua di cane.
Da una ciotola
di riso basmati
dirompente
spastico
silfide bimbo che guardi
lo scheletro
dei tuoi pochi anni
dilapidare
le sue fortune
nel vento di Jiaxing.
Hanno preso il tuo corpo
e piegato come bambù
e stretto
contorto
frenato
rifilato.
E poi denti
d’un salto smaltato
han sfiorato
il tuo sorriso
istituzionale
per i patriarchi
seduti
in consesso
sulgli spalti di Jiaxing.
Tu che correvi
come giovane lepre
nella boscaglia
e sulle risaie
ricolme di sospiri
e caldo foderato
di giovani amanti
acquattati nell’onde.
Tu che filavi
come ripida acqua
leggero
come il sogno a vapore
di una cucina
interrata di soia.
Tu che fischiavi
a molecole …

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10 ago
2010

Un nome per un Beagle

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Ci sono i crismi dell’ufficialità ormai: il 12 settembre 2010 piomberà a casa Belemmi un cucciolo di Beagle di 60 giorni, direttamente dall’allevamento di Casa Calbucci dove andremo a strapparlo alla sua cucciolata (detta così suona un po’ male). Ma che nome dare a questo esserino? Il dilemma onomastico si è subito presentato con l’arrivo di questo cucciolo: Elmore è molto mutevole ed ogni giorno il piccolo Beagle (ancora in potenza) si ritrova un nome diverso… Temo …

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23 lug
2010

Catenaccio

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Hai smesso di guardare.
Hai finito gli occhi.
Non mi vedi più.
Non c’è cosa che io faccia
che possa avviluppare i tuoi sensi.
La tua unica ambascia:
non prendere fregature da me.
Il piazzista di aspirapolveri
che suona alla tua porta.
L’operatore di call center
che ti scoccia al telefono.
Eppure io contengo draghi,
e archepietre,
e diademi del colore
della prima erba marzolina,
e argento mithril
che brilla alla luna
e piega le palpebre.
Ma tu non vedi,
tu non senti
e non tocchi.
Tu… ti devi tutelare.
Non giochi a carte scoperte.
Ti fortifichi
dietro un arrocco inespugnabile.
Da dove…
Mi conti …

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20 lug
2010

Opposizione

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Io andrò
pieno di niente
e di luce
incontro
al tempo che cade.
Sarò elegante
e un poco forbito
vestendo
la decadenza
del mio corpo.
Sorriderò
vedendo la pelle
seccarsi
e le parole
volare via leggere.
Sarò vecchio
e masticherò
il mio dolore
concentrandomi
su disegni bambini.
E penserò ridente
alle tue fresche
labbra
rinchiuse e spente
in un ultimo sussulto
d’infanzia.

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4 lug
2010

Caldo

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Ci vuole qualcosa di eclatante contro questo caldo, una peroncina ghiacciata è un buon inizio, giusto per esorcizzare la natura del mio nemico: se non puoi batterlo fottigli la realtà tutto intorno. Il caldo si diceva… Dev’essere qualcosa di panteistico il caldo perchè non guarda in faccia a nessuno e vive di una vita sua: è dappertutto il bastardo, meglio (o peggio se vogliamo) del segnale umts del telefonino. Una creatura tentacolare che si stiracchia in ogni dove. E fa …

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1 lug
2010

Il Tamarro e il Pedone

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Canicola sudore sangue acqua calore sabbia. Ore 17.30. Di rientro dal mare. Poco iodio e troppo contatto umano. Una doccia in prospettiva, giù giù nelle papille gustative, come una granita di Tamarindo Ciuffoli a lungo attesa. Ancora un ostacolo. L’ultimo. Viale Carducci da attraversare.
Lo sento da 200 metri di distanza. Lui è un essere quasi sicuramente umano. E’ alla guida di un auto giappo-sportiva con spoilerino anodizzato e vernice glitter-purpurea. Il tamarro entra così nella mia vita, come un …

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28 giu
2010

Flauto Traverso e Pokemon da catturare

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Lo sento arrivare dal ciangottio delle sue nike nere. E’ potente e fiero, come un pokemon leggendario. E’ una nuvola di muscoli rintanati sotto una maglietta nera, aderente come una seconda pelle che rilascia vibrazioni nella luce rarefatta della sera. I jeans dondolano il suo corpo e lo portano in trionfo come un imperatore in un Baccanale. Avanza nel locale che è suo da sempre. Tutto adesso appare impregnato della sua aura che si allarga a dismisura. Lui sa dove …

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18 giu
2010

Un posto dove essere

2

Ho visto una donna stirare, fuori, sotto il porticato, mentre flange di nubi rosse correvano tutto intorno alla sua casa. E bambini giocare tranquilli in giardino mentre la chitarra sussurrava in filigrana. E ho visto il suo uomo dare un significato al vento gettandovi cenere e pensieri. Poi con colossale calma sillabare a uno dei piccoli il delicato tropismo tra Dio e uomo. E ancora palme, e mare bluoscuro, e una vecchia ford nera degli anni 40 sferragliare su …

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8 giu
2010

Panzòn

1

Panzòn per molto tempo si è coricato presto. A volte così presto che non appena spenta l’abat-jour in finta plastica sul comodino in finta pelle non aveva neppure il tempo di dire a se stesso “mi addormento” che si era effettivamente già addormentato. E mezz’ora più tardi il pensiero che era tempo di addormentarsi lo destava spesso di soprassalto. Allora si affannava a cercare di riporre il magazine leghista che credeva di avere ancora tra le mani ma che aveva …

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4 giu
2010

La piega dell’astrazione

1

I poeti sono esseri straordinari dotati di superpoteri sensoriali. Uno di questi è sicuramente il potere evocativo della vista. Nei poeti la visione del reale è come se fosse filtrata da un dedalo di specchi, da un intrico barocco di lenti concave e convesse, una sorta di ottica disoccultante che definisco impropriamente astrazione. L’astrazione parte da un’esperienza vissuta e si dipana attraverso il ricordo, la rielaborazione e la versificazione. Tramite l’astrazione è possibile ricostruire il vissuto e sublimarlo in poesia. …

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