Gli italiani sentono sempre più il bisogno di tenere una traccia della propria vita in rete e di condividerla con altri internauti. E’ questa l’impressione che si ha scorrendo siti di statistiche come Blogbabel (momentaneamente chiuso per una polemica tra la blogosfera e gli autori del sito), BlogItalia e Blog Tools. Sempre più di frequente infatti nascono e fioriscono blog italiani sugli argomenti più disparati: programmazione, filosofia, attualità, erotismo, riflessioni etc etc.
Ognuno di questi blog è lo specchio fedele dell’autore e la sua proiezione virtuale sull’asse del World Wide Web.
In fondo ognuno di noi ha tenuto un diario in momenti particolari della propria vita, o perlomeno ha pensato di farlo. E all’improvviso ognuno di noi si è scoperto giornalista, studioso, filologo, storico, esperto di temi che possano risultare utili a chi è a caccia di informazioni.
Come dice Beppe Grillo: tutti noi siamo giornalisti e non esiste una casta elitaria che si può autoproclamare tale ormai, perchè tutti noi produciamo informazione e la diramiamo in rete contribuendo a creare un’immensa e completissima enciclopedia sullo scibile umano.
E così sono nati portali come bedo.it, blogger.com o wordpress.com che offrono l’opportunità di aprire un blog, personalizzarlo a proprio personale ludibrio, gestirlo nei minimi particolari, condividere con gli altri utenti file multimediali quali: immagini, video, mp3 e quant’altro sia suggerito dalla fantasia e dall’inventiva di chi crea questa particolare forma d’espressione moderna che prende il nome di blog (dalla contrazione dei due termini inglesi web e log, ossia diario di rete).
Per esempio bedo.it è particolarmente intrigante perchè oltre ad essere totalmente gratuito, è stato progettato per fornire gli strumenti per creare un blog, offre anche la possibilità di abbellirlo ad esempio con scritte glitter o templates grafici, e di metterlo in relazione con una community di bloggers che interagisce parlandosi tramite messaggi interni o commenti ufficiali sui blog, e parlandosi a distanza dalle pagine dei propri blog tramite i post.
Insomma la tendenza odierna si è spinta oltre il mero atto del blog per identificarsi in una comunità di bloggers che si confronta continuamente sui temi trattati lavorando in sinergia e al contempo fornendo un servizio senza dubbio più esaustivo e completo al lettore che si accosti al portale. In poche parole si può dire che con bedo.it è nato il blog collettivo, una creatura prismatica costituita da minuscole particelle che sono la sua anima e la sua materia. Tanto è vero che bedo viene considerato da technorati come un blog a corpo unico e allo stesso tempo come tanti piccoli sotto-blog. Qui vediamo infatti il feed di bedo secondo technorati che gli attribuisce (al momento attuale) un’authority di 292 ponendolo tra i primi blog italiani al mondo, e qui vediamo il feed di uno dei blog di bedo sempre secondo technorati, che sia detto per inciso resta la risorsa più autorevole per ciò che concerne l’universo della blogosfera.
In conclusione è lecito dire che con bedo si mettono da parte autoreferenzialità e monologhi per andare a costruire un unico grande blog collettivo che viva e pulsi in ogni creatura che lo compone. Un magma che connette i propri contenuti attraverso commenti e rimandi intertestuali ponendosi come risorsa universale a disposizione di chiunque abbia voglia di leggerla. Libertà e democrazia al massimo livello, in definitiva.
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Beh, complimenti davvero per il bell’articolo: mi hai fatto venire una voglia pazza di creare un blog
Ho dato un’occhiata a bedo, il portale di cui parli e sembra davvero ben fatto, penso che aprirò lì il mio primo blog!
Grazie per i tuoi consigli!
Luca Sinigagliesi