Su FB mi presento così: “Confido nell’arte del doppio senso e della fuga obliqua. Credo in una Grande Monade che sappia suonare il sax come Coltrane. Temo l’antimateria delle ciarle da aperitivo. Sono soggetto a scadenza, come lo stracchino di Nonno Nanni.” (1)

1) Esegesi del testo: “mi piace giocare con le parole. Mi piace il jazz e la musica indie. Mi piace bere in compagnia ma non so relazionarmi con le persone. Sono un po’ (?) finto, e comunque ho una fine, come tutte le cose viventi”.

Mi sono laureato nel 1994 a Bologna, in Lettere Moderne. Mia sorella sostiene che la laurea risalga al 1995. Ho controllato sul papiro incorniciato: ha ragione lei. Ho scribacchiato qua e là, di teatro, di vita e d’altre amenità. Per il momento affliggo voi lettori con questo Blog e nei ritagli di tempo porto avanti un brutto romanzo che non finirà mai. Ho una figlia di nome Elmore, la potrei definire una bimba scalare, ossia non misurabile convenzionalmente.

Mi piace: contare le auto rosse (valgono anche gli scooter), girarmi di scatto e cercare di sorprendere la realtà, giocare con Elmore ai Gormiti, guardare vecchi film di fantascienza, mangiare senza posate, bere vino buono e far finta di conoscere quanti acini ci sono voluti per produrlo, camminare sulla spiaggia con due piedi sinistri.

Non mi piace: scrivere sms (non è vero), chattare su feisbuc (non è vero), dividere una cotoletta, mangiare i cavoli con la piada, camminare sulla spiaggia con due piedi destri.

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