venerdì 7 marzo 2008

La spiaggia TOP della Riviera Romagnola



Cattolica si fa bella in attesa del periodo pasquale.
Il sindaco Pietro Pazzaglini esorta gli operatori degli stabilimenti balneari cattolichini, a rendere omogeneo il colore delle palate ed i legni, che proteggono gli stabilimenti stessi e gli hotel fronte mare, dalla sabbia e dalle raffiche di vento che nel periodo invernale sono gli spauracchi dei bagnini.
Una Cattolica che si premura di essere la Regina dell’accoglienza! “Ordine” è l’imperativo del primo cittadino! Sciogliere i sigilli che impediscono l’accesso alla spiaggia nei mesi invernali, affinché Cattolica possa diventare un comune turistico non solo nei 3 mesi estivi!
Una Cattolica esigente con i propri cittadini, per offrire un servizio turistico al TOP della Riviera Romagnola, a tal fine è corretto curare i dettagli nei minimi particolari!
La pulizia della spiaggia è un punto di forza della Regina dell’Adriatico, nei week-end invernali la battigia è calpestata da coppiette che scelgono Cattolica come meta romantica delle loro passeggiate; al di là del ritorno meramente economico, l’amministrazione comunale lavora per fare di Cattolica una città accogliente ed ospitale per 12 mesi all’anno!

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sabato 5 gennaio 2008

Un portale per gli hotel romagnoli

Riemergo a fatica dalle nebbie del linguaggio php che ha preso in ostaggio i miei centri neuronali. E' una faticaccia svegliarsi sfrondando questa selva di variabili fatte di dollari $ e dilemmi binari.
Ma ce l'ho fatta in qualche modo.
Il portale degli hotel di Rimini l'ho finalmente completato, anzi "l'abbiamo" completato, grazie all'aiuto di alcuni amici albergatori ad un passo dall'abisso informatico, ansiosi cioè anche loro di consegnare i cervelli al linguaggio di programmazione e ai suoi misteri algoritmici.
Ora mi posso guardare indietro. Abbiamo realizzato un portale diverso.
Una cosa a metà tra wikipedia e una web community. Avevamo tre necessità: 1) che fosse un portale gratuito per dare forza e voce anche e soprattutto a quei piccoli hotel anima della Riviera Romagnola che per scelta o per necessità non potevano affrontare costose campagne pubblicitarie, 2) che fosse un portale esaustivo contemplando OGNI sito web legato a una struttura ricettiva collocata nello spazio geografico tra i Lidi Ravennati e Gabicce Mare 3) che fosse un portale interattivo dando modo a chi lo visitava di esprimere un commento, un ricordo, due parole su quell'albergo nel quale aveva passato tante belle giornate in compagnia di nonna Arnolda e magari potesse financo esprimere un voto andando a dare corpo e vita ad una classifica virtuale iche tenesse conto delle preferenze dei turisti internauti.
Abbiamo rispettato le consegne.
Ora, lo prometto, posso tornare a scrivere di cose mie e soprattutto di Cattolica.
Torno al mio posto, prof.

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giovedì 4 ottobre 2007

Rodi e altre amenità

Ancora una volta torno a scrivere dopo una notevole latitanza. La prima volta fu: stagione lavorativa, la seconda volta fu: vacanza dopo la stagione lavorativa.
Ed eccomi alla mia seconda resurrezione.
Virtuale s'intende.
Come facilmente intuirete, non appena terminata l'Apocalisse turistica, ho repentinamente apposto ai portoni dell'Hotel di Cattolica sigilli, chiavistelli e catenacci e mi sono trasferito armi, bagagli, moglie e figlia nell'Hotel di Rodi che ci ha accolto con fraterna benevolenza e munifica accoglienza.
E come in uno specchio Carrolliano ho varcato il sottile diaframma di vetro e da ospitante son divenuto ospitato, da albergatore albergante, da... ok basta così.
Eccoci qua che facciamo ciao ciao dalla piscina dell'Hotel, il nostro centro di gravità permanente di questi ultimi giorni. Per quanto ci è stato possibile abbiamo vissuto quivi perennemente a mollo, e devo vergognosamente ammettere che le escursioni nelle varie località dell'isola suonavano come un polveroso intermezzo a questa ipnotica vita acquatica che ci ammaliava, ci teneva e ci incatenava all'elemento azzurro.
Ah già. Di che località sto parlando, chiederete voi. Quella intorno alla piscina, per intenderci.
Si tratta di Rodi, un'isola piena di Russi e di animatori corrosi da una lunga stagione di beach-volley sovrappeso e scenette piccanti dopo i luculliani buffet serali.
La città di Rodi è un budello di piccole stradine medievali che si inerpicano intorno alla fortezza, praticamente un bazar a cielo aperto dove ogni tipologia di souvenir è stata appositamente studiata per venire incontro alle esigenze di una clientela multiecnica e assai poco avvezza alla prosaica cartolina (di cui umilmente mi dichiaro fan)
Una vagonata di ricordini, ma che dico, un intero pianeta di carabattole che veniva bellamente esposto invadendo ogni possibile pertugio, fessura o scanalatura presente tra le antiche mura.
Ora non starò a farvi una storia di Rodi nè vi dirò che il nostro Benito ebbe occasione di metterci le mani e omaggiare l'isola di quella avveniristica architettura fascista che tanto oscuro, squadrato, austero fascino dona ancora oggi al lungo porto, nella cosiddetta "passeggiata italiana".
Nel frattempo alcuni meravigliosi fatti sono accaduti a Cattolica, ma questa è un'altra storia, anzi un altro post...
Sono tornato per restare (e scrivere).

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domenica 8 luglio 2007

Il premio alla spiaggia ecologica di Cattolica


Dopo l'assegnazione della bandiera blu Cattolica ha un altro fregio d'appuntarsi al petto per questa estate 2007. Si tratta del conferimento della bandiera blu anche a una singola struttura balneare. Il prestigioso riconoscimento attribuito dalla FEE è andato allo stabilimento cattolichino Alta Marea Beach Village. Questo riconoscimento suona ancora più prestigioso se si pensa che con quella di Cattolica ne sono state assegnate soltanto altre cinque in tutta Italia ad altrettanti stabilimenti balneari.
L'Alta Marea ha da tempo messo in atto una politica di servizi innovativi che ne hanno fatto un modello ecologico esemplare, grazie alla politica di sostenibilità ambientale intrapresa in questi anni e dalla gestione attenta e sensibile al riciclo delle acque delle docce, da riutilizzare dopo un processo di decantazione e depurazione per l’irrigazione delle aree verdi e gli scarichi w.c., oltre all’uso di energia elettrica pulita prodotta all’interno grazie a pannelli fotovoltaici e al riscaldamento dell’acqua delle docce attraverso pannelli solari.
Per patrocinare l'evento si sono riuniti martedì 26 giugno alle 17.00 all'Alta Marea Beach Village il segretario della Fee Claudio Mazza, insieme al sindaco di Cattolica Pietro Pazzaglini e al comandante della capitaneria di porto Antonino Giannetto (vedi foto iniziale), che ha materialmente trasportato il vessillo consegnandolo ai titolari dello stabilimento balneare con un teatrale arrivo dal mare, come si conviene ad un uomo di mare.
Complimenti ai ragazzi dell'Alta Marea per questo grande traguardo, insieme a loro vincono tutte le strutture turistiche di Cattolica, che di anno in anno s'ingegnano e si scervellano per offrire sempre nuovi migliorati servizi ai propri fortunati clienti.

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mercoledì 27 giugno 2007

Vacanze sul Web

E' da un po' che sto passando in rassegna sul web svariati siti di viaggi e vacanze alla ricerca di qualche sito ben fatto cui ispirarmi per il mio nuovo progetto di una directory per viaggiatori che fornisca indicazioni e risorse per tutti coloro che intendano pianificare la propria vacanza dal web. Devo dire che il web è letteralmente stracolmo di questo genere di siti, alcuni veramente ben fatti, ma ciò che mi ha colpito è lo slogan che quasi ogni sito associa alla materia trattata, quasi che "travel" sia diventato ormai troppo generico e occorra specificare il tipo di viaggio, il genere di vacanza che si sta cercando. Uno di questi siti è leisuretime holidays, sito inglese che ha fatto della settorialità e della e-specializzazione turistica la propria bandiera.
Il loro motto è "With Leisuretime Promotions, not only does everything look simple, it is simple. We give you luxury and choice, service and expertise." Cioè, ripetendo il tutto nella lingua di Dante: "con Leisuretime Promotions ogni cosa non appare solo semplice, è semplice. Vi diamo lusso e scelta, servizi ed esperienza". E' proprio questo slogan che ha attirato la mia attenzione e mi ha spinto a navigare il sito, un sito veramente ben strutturato, semplice e chiaro ma allo stesso tempo zeppo di informazioni e di scelte da operare per costruire una vacanza all'insegna della personalizzazione.
Proprio questa personalizzazione mi pare la nuova scelta vincente dell'industria vacanziera per conquistare nuove fette di mercato e offrire servizi innovativi sempre più a misura d'uomo, sempre più tagliati su misura per chi vuole andare in vacanza e non essere un numero.

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venerdì 18 maggio 2007

Il nuovo Acquario di Cattolica

Ieri mattina avevo in agenda un appuntamento in Hotel a Cattolica con un responsabile vendite dell'Acquario di Cattolica (già Parco Le Navi) per acquistare un carnet di biglietti. Ho infatti da poco varato una promozione che prevede biglietti omaggio per l'Acquario in bundle con una prenotazione per luglio o settembre.
A metà mattinata mi vedo arrivare un giovane cordiale ed educato, di quelli che ti ispirano fiducia primo visu. Mi racconta che l'Acquario dopo il tremendo primo periodo di gestazione, e le tribolate vicende che l'hanno portato sull'orlo del fallimento, ha recentemente cambiato rotta ed ora veleggia in mari decisamente più tranquilli, con un incremento dei visitatori ed un ripianamento della situazione debitoria. Tutto questo grazie ad un rinnovamento dell'offerta, ad un ampliamento del parco ittico e ad un abbandono della multimedialità in cui la precedente gestione si era impantanata e si era probabilmente arenata. Basta quindi con computer, schermi touchscreen e trilioni di kbyte di filmati. Questa nuova gestione ritorna al mare. Ai pesci. Alle meraviglie naturali senza fronzoli.
E questa nuova gestione ha un'età media spaventosamente bassa! E' stata infatti costituita una società di ragazzi di Cattolica, formatisi in cooperativa, che hanno preso in gestione la struttura e la portano avanti con entusiasmo e passione. Seguivo con interesse questo ragazzo, uno dei 16 soci gerenti, parlare con trasporto delle grandi potenzialità dell'Acquario e dell'impellente bisogno di creare una salda sinergia con albergatori e bagnini, al fine di promuovere questo splendido acquario incastonato in un pezzo di storia dell'architettura italiana del Ventennio, Le Navi. Promuovere l'Acquario significa promuovere Cattolica e il mare Adriatico plasmando di fatto una risorsa autorevole e popolare, un nuovo polo di attrazione turistica che diverta, insegni e al contempo promuova la nostra città. Direi che tutti noi operatori turistici dobbiamo crederci e scommetterci sopra, perchè questa è la strada. E questi ragazzi ce la stanno mostrando, con semplicità, senza artifici imprenditoriali.
Dopo averlo salutato e averlo visto sparire dietro i vetri della porta automatica mi sono sorpreso in un attimo di feroce soddisfazione. Sono veramente felice che a Cattolica esistano giovani con questa voglia di fare, con questo sano spirito imprenditoriale e con questo amore per il turismo, l'unica vera risorsa territoriale su cui ancora oggi scommettere. Ho pensato all'approccio turistico dei nostri padri e di come noi giovani abbiamo raccolto il testimone e lo abbiamo portato avanti con quello stesso primigenio spirito di "veracità romagnola", adattandolo e rimodulandolo tuttavia alle nuove esigenze del mercato e alla crudele competitività che il nostro settore si trova oggi ad affrontare.
Così è per l'Acquario di Cattolica, così è per molti alberghi di Cattolica gestiti con competenza e serietà da giovani cattolichini, così è per molti locali del centro, mi vengono in mente il bar Peledo's o il ristorante Gambero Rozzo, gestiti da ragazzi con molte idee in testa e parecchia voglia di fare, e i risultati si vedono, statene certi.
Mi sono ritrovato con un sorriso di beatitudine stampato in faccia, che volete farci, sarà forse lo spirito corporativo, sarà forse il fatto che mi piace vedere chi ha successo portando avanti idee fresche e originali, sarà infine il fatto che mi sono bellamente autoincluso nella categoria dei giovani senza un briciolo di pudore anagrafico :-)

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mercoledì 16 maggio 2007

Cattolica Bandiera Blu 2007


Ok, non avremo il mare della Sardegna nè il sole dei Caraibi nè i palmizi di Sharm, però, signori e signore, la Riviera Romagnola è tutta un tripudio di Bandiere Blu 2007, il prestigioso riconoscimento assegnato da Foundation for Environmental Education alle spiagge che si distinguono per la qualità delle acque, la pulizia, le strutture turistiche e i servizi offerti. Partendo da nord sventolano da oggi sui pennoni di: Lidi Ravennati, Cervia, Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione, Misano Adriatico e Cattolica.
La notizia è stata diramata poco fa da Adnkronos e sta correndo sulle coste italiane veloce come la brezza marina. Come ogni anno alcuni operatori turistici e amministratori sorridono soddisfatti, altri masticano amaro. Il premio è infatti oltre che un autorevole riconoscimento internazionale del lavoro svolto, anche un'indubbia impennata d'immagine (e conseguente iniezione di fiducia) per la stagione turistica alle porte.
Una bandiera blu che arriva dunque con teutonica tempestività, giusto in tempo per essere inalberata sulle cabine degli stabilimenti balneari come un trofeo ambito e soffertissimo.
Cattolica, per l'ennesimo anno consecutivo, ha guadagnato il suo alloro vedendosi riconosciuti gli sforzi tesi a migliorare ogni anno la qualità dell'offerta turistica in termini di pulizia del mare e potenziamento delle strutture turistiche che fungono da perfetto coronamento, affinchè questo meraviglioso Adriatico possa essere goduto appieno e con tutti i comfort del caso.
Che dire se non: brava Cattolica e bravi cattolichini!

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lunedì 30 aprile 2007

Un primo maggio ferragostano

E' stata una vera battaglia quella che gli operatori turistici di Cattolica, almeno coloro che avevano aperto i battenti della propria attività, si sono trovati a combattere in questo lungo ponte di inizio primavera. Cattolica è infatti stata letteralmente presa d'assalto da un'alluvione di turisti che ha seriamente messo in crisi le capacità ricettive della città, in verità ancora piuttosto acerbe. Infatti, a ben contare, gli alberghi di Cattolica aperti per il ponte del primo maggio sono in un rapporto di 1 a 3. Questo ha fatto sì che si creasse una vera e propria processione di questuanti in cerca di camere, serpentone che si è dipanato attraverso gli hotel sparsi dal Porto fino all'Acquario nell'ardua ricerca di camere libere. Insomma, la classica situazione che si viene a determinare a ridosso del Ferragosto, quando una vera e propria folla si riversa negli alberghi per accaparrarsi l'ultimo metro quadrato di superficie calpestabile e "dormibile". Personalmente, nel mio prototipo di "hotel Cattolica", ho vissuto la cosa con crescente preoccupazione. Non tanto per non essere avvezzo al fenomeno, visto che sono ormai 10 anni che dirigo l'hotel, e di ferragosti affollati ne ho vissuti tanti. Quanto piuttosto per l'immagine di forte disservizio che Cattolica ha offerto in questo frangente, facendosi trovare impreparata ad un evento di tali proporzioni. La maggioranza della gente che capitava in hotel, dopo il mio rincresciuto annuncio di tutto esaurito, mi chiedeva infatti perchè molti alberghi fossero chiusi (come se io possedessi chissà quali capacità oracolari). Si aggiunga a questi disagio il problema più che mai vivo dei posteggi carenti, principalmente a causa della mostra di Cattolica in Fiore, che ha monopolizzato molti spazi del centro (come accade da sempre, del resto) costringendo molti visitatori a dirottare sulla zona nord, andando a parcheggiare sulla strada che conduce a Portoverde e dovendo poi sorbirsi parecchia strada a piedi prima di arrivare al sospirato alloggio in albergo (se mai questo fosse stato disponibile). Si aggiunga infine il fatto che essendo molti hotel chiusi erano chiusi anche i relativi parcheggi.
Luci ed ombre, in definitiva, per questo primo maggio. Cose positive: straordinaria affluenza, bellissime giornate estive e grande richiamo turistico che Cattolica ha ancora una volta saputo esercitare. Cose negative: forti disservizi su alloggi e parcheggi, con qualche problema persino a trovare posto per pranzare nei ristoranti, visto il biblico affollamento.

[in apertura: particolare della Fontana delle Sirene, Piazza Primo Maggio, Cattolica. Foto tratta dal cd "Baci di Cattolica" realizzato dall'Amministrazione Comunale di Cattolica]

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domenica 1 aprile 2007

Hotel Cattolica: turismo congressuale

Ho latitato, lo confesso, da questo blog per un po' di tempo, qualcosa come tre giorni che per me e la mia fluente prosopoea rappresentano una quasi-eternità. Principalmente la ragione risiede nel fatto che sono stato assorbito dalla realizzazione di un nuovo blog, Hotel Cattolica, creato su piattaforma Wordpress. Un blog che ho inteso come organismo vivente che andasse ad affrontare problematiche turistiche strettamente inerenti a Cattolica ed alla sua realtà di Periferia dell'Impero e magari lanciasse un po' di sassolini nella morta gora delle possibilità promozionali. A fronte di ciò vorrei eccezionalmente presentare un post estrapolato dal neonato blog che ritengo particolarmente significativo. L'articolo affronta la vexata quaestio del turismo congressuale a Cattolica e lancia una proposta che spero non cada nel vuoto.

Fatte le precedenti premesse [cfr. precedenti post ndr] e analizzando i dati si evince come Cattolica parta svantaggiata rispetto a Rimini e Riccione sul terreno del turismo congressuale. Il principale ostacolo rimane la distanza dal punto nevralgico del flusso turistico che rimane indubbiamente la Fiera di Rimini. Per un congressista, per un operatore fieristico o anche per un semplice visitatore rimane infatti la scomodità di soggiornare a 18 km. di distanza dall'evento che lo interessa, disagio che rimarrebbe anche in caso l'albergatore cattolichino si adoperasse per organizzare un sistema di trasporto idoneo. Personalmente ad esempio mi è capitato, nel mio hotel di Cattolica, di prendere in affitto un piccolo pullman per venire incontro alle esigenze di un gruppo di congressisti che non volevano rinunciare all'ospitalità di Cattolica per il loro soggiorno. Ma si tratta comunque di casi di minore incidenza statistica rispetto alla maggioranza dei congressisti che preferisce soggiornare a pochi metri di distanza dalla Fiera.

Per questa ragione è mia convinzione che Cattolica debba puntare non tanto alla fiera di Rimini come remota fonte di presenze turistiche ma come autentico modello di ispirazione per realizzare, con le debite proporzioni, un'analoga risorsa sul suo territorio. Credo cioè che la strada da seguire sia non già quella di accontentarsi delle briciole dalle presenze congressuali riminesi, ma al contrario puntare ad organizzare eventi congressuali nel territorio di Cattolica e stringersi in sinergia con l'amministrazione comunale per realizzare un piccolo ma efficiente polo fieristico-congressuale che sappia specializzarsi in un determinato campo e divenga attrazione forte per un certo tipo di manifestazioni ad esso strettamente correlate. Per portare a termine questa sfida è necessario istituire come essenziale primo passo un ufficio che coordini gli sforzi di operatori turistici e amministrazione comunale e divenga punto di riferimento per la realizzazione, per la logistica e per la promozione. Una realtà simile è stata istituita con successo a Parma dove è nato il Convention Bureau, un organismo comunale con partecipazione privata che garantisce la promozione degli eventi congressuali attraverso un catalogo ed altre iniziative promozionali.

Chiaramente occorrono investimenti pubblici e privati per creare questa risorsa, che rimane una scommessa dell'intera comunità, e che non solo andrebbe ad incrementare le presenze turistiche ma, fattore ancora più importante, andrebbe a destagionalizzare l'offerta turistica di Cattolica apportando presenze certe lungo l'intero arco dell'anno solare. Quindi in sintesi: investimenti dell'amministrazione comunale e investimenti degli operatori turistici, andando a formare una holding di pubblico e privato che unisca i propri sforzi in nome degli interessi comuni.

La sfida a questo punto rimane da affrontare e vincere: sono convinto che la creazione di un centro congressuale a Cattolica sia tutt'altro che semplice da realizzare. Questo per la difficoltà endemica di Cattolica nel reperire spazi edificabili visto il suo esiguo territorio comunale e il suo altissimo grado di urbanizzazione. Ma forse la difficoltà maggiore risiede proprio nella mentalità di noi tutti: è difficile pensare di realizzare una realtà così complessa e vasta come un polo fieristico partendo dal nulla. Per questo rimane forte la necessità di creare inizialmente (e da subito) un ufficio che cominci a sensibilizzare albergatori, bagnini e commercianti sulla capitale importanza di una tale eventualità e su come sia necessario scommettervi tutti quanti insieme unendo i propri sforzi e sapendosi in questo modo ricollocare su un mercato in forte cambiamento come oggi è il turismo. Presentare un'offerta diversificata e il più possibile eterogenea e completa è a mio avviso l'unica carta vincente per opporsi alla cultura del low cost che così tanto duramente è andata ad aggredire e colpire a fondo il turismo italiano facendo vacillare la prima risorsa economica del Paese.

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mercoledì 21 marzo 2007

I Blog della Provincia di Rimini e Italia.it

Ieri mattina alle ore 12.00, presso la sala Buonarrivo nella Sede della Provincia di Rimini, è stato presentato in una conferenza stampa il nuovo network di blogger ospitato sul portale della Provincia di Rimini. Andrea Gnassi, assessore provinciale al turismo ha presentato il progetto, in collaborazione con Valerio Lessi, curatore, e Marco Barulli, consulente tecnico. La scommessa è quella di raccontare una Riviera riminese che non viva soltanto nelle fredde parole del marketing per la promozione turistica, ma che invece venga raccontata da chi la vive in prima persona attraverso lo stile personale e intimistico che solo il blog può conferire al racconto. L'obiettivo è quello di fornire un'immagine più autentica della Riviera romagnola , se vogliamo meno patinata ma più genuina. Si cercherà in questo modo di accostare a Rimini e alla sua provincia (Riccione, Misano Adriatico, Cattolica in primis) un target turistico più giovane e intraprendente, una categoria che pianifica le proprie vacanze attraverso l'attento vaglio delle fonti in rete e fa ampio uso dello strumento del blog per raccogliere le proprie informazioni ed orientarsi per la scelta finale. Hanno partecipato all'evento anche alcuni dei protagonisti del progetto, ovvero i bloggers: il già citato Valerio Lessi, Lui Tasini, Marco Belemmi (il sottoscritto), Michele Galluzzi, Chicco Giuliani.
Lateralmente all'esposizione di questo progetto si è ritornati sulla polemica Italia.it e Provincia di Rimini partita proprio dal blog di Valerio Lessi e rimbalzata anche su questo blog. Gnassi ha confermato l'adesione della Provincia di Rimini al RItaliaCamp, un campus, o come si preferisce definirla con un'audace litote carroliana: una nonconferenza (ricordate il noncompleanno del Cappellaio Matto?) aperta a tutte le teste pensanti per riprogettare Italia.it e fornire al Paese un portale turistico degno di questo nome. L'evento è previsto per il 31 marzo presso l'università Bicocca di Milano.

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lunedì 12 marzo 2007

Italia.it e Cattolica

Riprendendo un post di Valerio Lessi apparso il 5 marzo sul suo blog, ho dato una fugace occhiata al trattamento che il nuovo portale del turismo italiano, Italia.it, riserva a Cattolica: qui potete esaminare il risultato. Definirlo il trionfo del bignamismo mi pare equivalga ad assestare un sonoro ceffone a Bignami e ai suoi microscopici nonchè geniali manualetti. Nessun accenno alla spiaggia (principale attrattiva) se non una notazione telegrafica: "La spiaggia è chiusa a est dal promontorio di Gabicce", nessun riferimento alla lunghezza, alla conformazione, al numero delle strutture ricettive nè a quelle di balneazione etc. etc. E si potrebbe andare avanti all'infinito passando per l'assenza di dati fondamentali quali un link al municipio o a strutture particolarmente interessanti come il Parco Le Navi. Ma mettendo da parte per un attimo ogni particolarismo -trattino- campanilismo facciamo un passo indietro e snoccioliamo qualche cifra sul portale: inaugurato in pompa magna il 21 febbraio 2007 alla BIT di Milano (Borsa Italiana del Turismo) dal vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli e dal ministro per l'Innovazione e le Tecnologie Lucio Stanca, si pone come obiettivo primario di riportare il turismo italiano al vertice mondiale dopo che alcuni paesi europei (leggasi Francia, Spagna e Gran Bretagna) l'hanno sopravanzata per presenze turistiche e investimenti (fonte: Il Sole 24 Ore). Il sito è costato 45 (quarantacinque) milioni di euro ed è stato per metà cofinanziato dalle regioni. Ora, l'obiettivo sarà anche nobile e sacrosanto, ma la realizzazione è stata immediatamente subissata da ogni sorta di critiche da parte degli addetti ai lavori e polemiche da parte di giornalisti e critici del settore. Ed effettivamente, per citare soltanto una delle tante rogne, la fruibilità e la navigazione risultano irrimediabilmente appesantite da tonnellate di byte in linguaggio Flash che rallentano e financo confondono l'utente.
In definitiva cosa chiedere a questa iniziativa che va comunque elogiata per gli intenti?
Dapprima appunto la fruibilità, per questo consiglio ai webmaster di Italia.it di farsi un giro su portali come Wikipedia, Google News o Punto Informatico, per capire cosa significa un portale a misura d'utente.
In secondo luogo la completezza di informazioni e la cura dei contenuti. In terzo luogo la presenza di una rete capillare di link che faccia del portale un reale strumento di riferimento nella ricerca e nella pianificazione di una meta per le proprie vacanze, e al contempo un formidabile mezzo di promozione turistica per il nostro paese.

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venerdì 9 marzo 2007

Grand Hotel Cattolica

Era un ometto insignificante, con un viso indefinibile tendente a scivolare tra le pieghe dell'oblio con una velocità repentina. A distanza di qualche ora non riuscivi già a ricostruirne la postura, poi inesorabilmente ecco dissolversi il profilo, i vestiti, il corpo. Rimaneva una nuvoletta a due gambe e poco altro. Ancora oggi non riesco ad afferrarne neppure un particolare, un nome, una declinazione somatica che lo faccia riemergere dalle scalene oscurità dei ricordi. Eppure fu colui che trasformò l'Hotel Boston in Grand Hotel Cattolica, con tutti i crismi del caso.
Era il 1988 quando si presentò al bureau per una singola. Mio padre lo squadrò per un attimo abbracciandolo con una fulminea occhiata scannerizzante come solo il più consumato degli albergatori può fare. Un battito di ciglia che indaga e scava nell'animo dello scrutato: soppesa, pondera, valuta, desume, indugia, infine decide. Certo che è disponibile una singola, prego da questa parte. L'ometto lo seguì docilmente. Il suo bagaglio era composto da una piccola borsa di cuoio consunto e una valigetta metallica che si portava appresso come una creaturina.
In quei giorni lo vedemmo trafficare con un imponente registratore a bobine, un Revox B77, che trascinava faticosamente nella hall e piazzava su un tavolino come un imperatore in convalescenza. Se ne stava tutto il giorno ad armeggiare intorno ai comandi e a sbobinare nastri su nastri. Ogni tanto compariva magicamente un microfono che faceva balenare da chissà quale anfratto. Parlava con un filo di fiato ed era impossibile capire cosa dicesse. Ma parlava, e registrava.
Dopo qualche giorno cominciò a uscire. Lunghe passeggiate che lo riportavano in albergo con un appetito formidabile che placava gettandosi ferocemente sui celesti intingoli della signora Nucci. Una mattina lo incrociai davanti alla Publifono. Ero uscito in bici per una commissione e lo colsi mentre discuteva fittamente con il responsabile dell'ufficio pubblicitario. Mi fermai e feci un gesto di saluto a cui rispose cordialmente con un raro sorriso.
Più tardi in Hotel, senza che glielo avessi chiesto, mi riferì di aver consegnato uno spot di sua concezione alla Publifono Radiomare e che era in attesa fosse trasmesso, forse già quel pomeriggio stesso. Non mi disse altro e immaginai fosse un industriale o un consulente pubblicitario. Mai trepidazione fu più palese in lui, e andò indelebilmente a scalfire la sua aura di imperturbabilità. Era talmente nervoso che rinunciò per la prima volta alla tripla porzione di lasagne con grande sbigottimento del cameriere e dei commensali.
L'orario designato per le trasmissioni della Publifono era per le ore 17.00, appuntamento che ogni turista che ha calcato il bianco litorale cattolichino ben conosce. La curiosità mi divorava e feci un salto a spiaggia, in segreta attesa dell'evento, di qualsiasi cosa si trattasse. La delusione fu enorme: la solita mitragliata pubblicitaria in cui non riuscii a distinguere nulla che non appartenesse alla più immutabile consuetudine.
Tornai verso l'Hotel e notai una fila di questuanti ordinatamente disposta lungo la scalinata, su su, fino al bureau. La domanda era sempre la stessa: una camera al Grand Hotel Cattolica, perfavore. Gente in costume da bagno, senza nient'altro. Tutti con la medesima richiesta. Un teatro dell'assurdo, dove gli attori non riuscivano a emanciparsi dalla dimensione grottesca, surreale. Mio padre faticava a dominare quella folla di mutandati e si sbracciava per spiegare che l'albergo era al completo e che comunque, l'Hotel era un semplice tre stelle e no, non era il Grand Hotel Cattolica e grazie, ma ora signori dovreste proprio andare, e no neppure la cantina è disponibile per alloggiare, mi spiace...
In tutto questo marasma osservai l'ometto che se la rideva in un angolino, quindi ratto mi scivolò a fianco e mormorò eccitato: funziona, capisci? funziona!!! - Ma cosa funziona? - Ho sperimentato un piccolo messaggio subliminale, sai di cosa si tratta? va beh lasciamo perdere... diciamo che oggi ho fatto un piccolo test con la Publifono, capisci? E il test è stato superato brillantemente, mio giovane amico! Brillantemente!
Il giorno dopo impacchettò le sue cose e si presentò al bureau per saldare il soggiorno, era rilassato, obliquamente trionfante. Se ne andò zampettando felice, con le due valigie che dondolavano al ritmo dei suoi saltelli. Non ne seppi mai più nulla.
Qualche volta però, durante la visione di un film, quando mi alzo come un automa e cerco disperatamente un prodotto che in casa non c'è, e avverto la voglia di quel prodotto che cresce dentro come uno spasmo invincibile, mi riesce di fermarmi, e in un attimo mi ritorna alla mente quel buffo ometto e le sue due valigie balzellanti.
Allora ritorno sul divano, e sorrido placato.

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venerdì 2 marzo 2007

La festa della Rustida a Cattolica

Ricevo e pubblico molto volentieri un video relativo alla festa della Rustida di Cattolica, tenuta come d'abitudine in piazza Primo Maggio (la celeberrima piazza delle Fontane, cuore nevralgico di Cattolica) nel luglio 2006.
La festa è organizzata dai bagnini di Cattolica ed è un tributo a tutti i gentili ospiti che hanno onorato Cattolica della loro preferenza. Naturalmente anche gli Hotel Cattolica come l'Hotel Boston sostengono simpaticamente l'iniziativa e gli stessi albergatori, se non sono oberati dagli impegni, non si fanno certo sfuggire l'occasione di partecipare e fare baldoria insieme ai colleghi bagnini. La Rustida si tiene due volte a stagione, una volta in luglio ed una in agosto. Nel corso della manifestazione viene distribuito dell'ottimo pesce fresco dell'Adriatico (la fatal Saraghina), il pesce viene arrostito al momento dagli stessi bagnini e subito distribuito a tutti gli astanti. La Saraghina ha l'arcano potere di far saggiare l'Infinito con i suoi croccanti sillogismi. Freschissimo Trebbiano di Romagna innaffia il tutto e precipita il pellegrino in un Nirvana di piacere anecoico. Completa il momento di alto godimento sensoriale un'esibizione dell'Orchestra Casadei con liscio a volontà (poteva forse essere altrimenti?).
Il video, che trovate in calce, è stato filmato, montato e ideato da Giuseppe Masi, bagnino della zona balneare Alta Marea di Cattolica, ed è di una vividezza e di una naturalezza veramente pregevoli.
Buona visione.

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martedì 13 febbraio 2007

Ferragosto a Cattolica

La sera di Ferragosto la spiaggia di Cattolica è una immensa riserva di caccia per il Manzo romagnolo da accoppiamento. Tra una folla oceanica di fanciulle con il naso all'insù e un vocìo balanico di ooohhh si aggira questo prototipo da riproduzione, questa spietata macchina da pastura, questo sfavillante cyborg di Acqua Velva e ormoni.
Il Manzo romagnolo non segue l'evolversi dello spettacolo pirotecnico, oh no, non è neppure intenerito da un mare screziato di luna e arabeschi di luce. Si mantiene freddo, lucido, calcolatore. Sceglie con cura la sua preda e descrive intorno ad essa cerchi sempre più stretti, mentre l'ignara vittima punta il dito al cielo ridendo sguaiata, ecco appressarsi furtiva un'ombra tra le ombre. Oh quanta sublime perfezione in quella spoglia ma pregnante gestualità riproduttiva. Quanti cicli generazionali di Manzi hanno darwinianamente affinato quei cenni, fino alla soglia della Pastura Assoluta. E per la preda non ci sarà il tempo neppure di accennare una debole resistenza, sarà subito tra le sue virili, possenti braccia manzesche.
[VOCE FUORICAMPO] E tu, vorresti che tutto questo finisse? Sei al corrente di quanti pericoli oggi minacciano l'ecosistema del Vitellone romagnolo? Emancipazione femminile, videogames, internet, moralizzazione dei costumi, voti di castità, incremento esponenziale di Suore, tutto ciò ha ridotto questa gloriosa razza a ormai pochi, sparuti esemplari che si aggirano sperduti in un mondo ostile.
Proteggiamo i nostri Vitelloni, proteggiamoli dal rischio dell'estinzione della specie!
Oggi, questa splendida bestia potrebbe non esserci più, e tu cosa fai per impedirlo? Adotta un Vitellone! Fallo adesso! E anche tu potrai dire: sì, ho salvato un Manzo romagnolo da accoppiamento, e ne vado fiero!

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sabato 10 febbraio 2007

Cattolica e i suoi Hotel: un'epopea.

Chiunque in questi giorni si trovi a percorrere il lungo e deserto litorale di Cattolica avrà come silente compagno di viaggio decine di giganti addormentati che si stagliano pigramente all'orizzonte.
Cattolica e i suoi hotel sembrano acquattati in un torpore fiabesco, quasi sovrannaturale. Migliaia di finestre, come orbite cieche, si aprono afone verso il mare, in un silenzio di cemento e polvere.
Mi viene da sorridere se penso che ognuno di questi alberghi cela in sè un'epopea lontana eppure presente e viva in quel profilo che incombe sull'azzurro, occultata nelle profondità segrete delle fondamenta, fluida come linfa vitale che scivola nelle vene e ne sorregge l'enorme stazza.
Se penso al mio Hotel Cattolica ad esempio mi perdo nei rivoli di una storia che mi affascina e di cui continuamente cambio i parametri, quasi una sfida ai severi crismi della Storia per conferirle i sigilli più consoni della Fiaba. L'Hotel Boston deve il proprio nome allo spirito pionieristico del bisnonno "Rogg" che emigrò giovanissimo negli States (a Boston, appunto) alla ricerca di gloria e denaro, un lupo affamato di vita e un seme gettato nel turbine del Nuovo Mondo che si spalancava come un abisso di meraviglie, come un'incognita impossibile. Mi chiedo cosa provassero questi uomini mentre si lasciavano alle spalle la Realtà stessa per imboccare la via del Nulla, un'Idea nascosta da un oceano, irrisolta, inconoscibile.
Proprio ieri sera mi è capitato di assistere al film "Nuovomondo" di Emanuele Crialese (cfr. qui), film splendido in cui una famiglia siciliana percorre le tappe del viaggio catartico che la strapperà all'aspra vita campestre per un mondo remoto di cui sfuggono perfino i contorni, un mondo che per garantire l'accesso alla Grotta delle Meraviglie esige matrimonio, sanità fisica e intelligenza (perche la stupidità è contagiosa e inquina la razza). Ellis Island diviene un non-luogo, limbo di disperati che fluttuano in attesa di un visto d'ingresso.
E Rogg tornò da quel pianeta proibito... Tornò per realizzare il suo disegno. L'Hotel Boston da chimera radicata nel suo immaginario, nel '54 prese forma e sostanza, a Cattolica, in Viale Carducci. A inizio post se ne può osservare il primo depliant pubblicitario del 1955, un caro cimelio di cui non conoscevo l'esistenza, recentemente avuto da un anziano signore inglese che fu tra i primi clienti.
Grazie nonno Rogg per il tuo coraggio, per il tuo indomito sogno.

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