Articoli > archiviati nella categoria > Memorie
2008
Ricordo la prima volta che conobbi la conturbante dialettica delle pieces di Harold Pinter: stavo scrivendo uno sgangherato monologo dal titolo “Fatemici Pensare”, una storia di un tizio che amava starsene in casa a rimuginare sui propri pensieri senza contatti con il mondo esterno. Nel frattempo cercavo ispirazione altrove per delineare la psicologia di questo personaggio, e mi imbattei in “Terra di Nessuno”, capolavoro di proporzioni insondabili, con una ferocia dialogica che ti lasciava senza fiato.
Harold Pinter era così: un …
2008
Forse il cristallo dei tuoi occhi ha troppo presto seppellito la luce, o forse noi l’abbiamo chiusa troppo lontana da te. In certe assenze che chiamavamo i “mancati giorni”, dal titolo di quel libro.
Ci lasci così, senza il riparo di una battuta. Una tua parola in tralice, come volo leggero d’ironia che accendeva sorrisi e recava un turbinio di increspature negli sguardi più torvi. Ci lasci senza neppure darci il tempo di salutarti, solo domande, ora, davanti a te, e …
2008
Seguendo il fiume per 30 anni a ritroso mi ritrovo con una mano di primate nella mia, un paio di incisivi in meno, la patta aperta, la camicia del piccolo mafioso e i calzini blu con i sandali aperti.
Mia sorella solare e floreale, ride ancora così.Lo stivale però era fin troppo aggressivo. Poi mi accorgo di straforo che in realtà è un calzino traforato dello stesso colore del sandaletto. Che finezza.
Cita dal canto suo era maledettamente fotogenica.
30 anni spesi bene. …
2007
Al posto dell’attuale Coop, a poca distanza dalla rotonda con la dicitura “benvenuti a Cattolica”, sorgeva un tempo, verso gli inizi degli anni ’70, una grande costruzione in disarmo: la vecchia fornace. Era un edificio abbandonato a se stesso, un immenso gigante privato di volontà senziente, coricatosi alle pendici del Monte Vici e mai più risvegliatosi.
Noi con la cristallina incoscienza dei bambini ci si andava a giocare, a immaginare storie, a costruirsi mondi paralleli. Eravamo il gruppetto dei 3 Marchi, …
2007
Oggi sistemavo vecchie foto nei polverosi recessi del mio pc (avete mai aperto il case di un pc? se non lo avete ancora fatto non fatelo!!!).
Sposta, mista e imbroglia mi capita sotto il mouse questa foto con cui indecorosamente apro questo post, datata 2003 credo, in cui il sottoscritto appare concentrato nel testare la meccanica di un passeggino in condizioni estreme, mentre altre persone intorno a lui, senza il minimo rispetto per il gravoso compito, non fanno nulla per nascondere …
2007
Tra le cose scomparse a Cattolica che mi capita di rimpiangere maggiormente un posto d’onore lo occupa sicuramente la Vasca di via Mancini. Posizionata in mezzo alla scalinata che conduceva alla soprastante Piazza del Mercato era una vasca mediamente lurida, infestata da alghe e vegetazioni di oscura classificabilità, con un’acqua putrescente e pesante, dove sguazzavano pesci di arcana natura. Grumi subacquei di varia foggia dall’espressione il più delle volte implorante, e comunque con un moto trasversale e asincrono rispetto ad …
2007
Compulsando un post dell’evocativo blog di Lui Tasini è accaduto ciò che temevo. Sono stato sommerso da una fiumana di ricordi. Immagini adolescenziali di discoteche come unico orizzonte plausibile, di scorribande lungo Viale Bovio, quando si faceva la spola tra Casanova, Taxi e Champagne, la triade di discoteche nello spazio di un centinaio di metri, quando l’estate era un ruggito che si insinuava sotto la pelle e ti innalzava a sgangherato semidio assiso su un altare di ebbrezze nascoste, vilipese …
2007
Nel novembre del 1994 arrivò in Hotel a Cattolica il primo forno a termoconvezione, costruito dalla bellariese Cucine Crociati: un mostro futurista che avrebbe fatto impallidire Marinetti & soci. Si decise di lasciarlo per qualche giorno fermo, per dargli tempo di ambientarsi, familiarizzare con la cucina, imparare il nostro linguaggio, stemperare lo stress dell’imballo. In realtà lo si temeva e lo si studiava come un’incognita scacchistica. Non conoscendone l’indole prudentemente fu transennato e ridotto ai minimi termini, si decise tuttavia …
2007
Era un ometto insignificante, con un viso indefinibile tendente a scivolare tra le pieghe dell’oblio con una velocità repentina. A distanza di qualche ora non riuscivi già a ricostruirne la postura, poi inesorabilmente ecco dissolversi il profilo, i vestiti, il corpo. Rimaneva una nuvoletta a due gambe e poco altro. Ancora oggi non riesco ad afferrarne neppure un particolare, un nome, una declinazione somatica che lo faccia riemergere dalle scalene oscurità dei ricordi. Eppure fu colui che trasformò l’Hotel Boston …
2007
L’Hotel Boston, prima della grande ristrutturazione del 2005, annoverava un imponente mobile ligneo di inizio secolo che dominava gran parte della Hall. Era la libreria per gli ospiti. Una presenza inusuale, quasi esotica, in un Hotel Cattolica che si immaginava frivolo e gaudente… Quella biblioteca divenne gradualmente un punto di riferimento per coloro che non disdegnavano il piacere sottile di una lettura sotto l’ombrellone. Una lettura che magari per una volta non offrisse i glutei impomatati di una procace velina …








