<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cattolica Blog &#187; Poesia</title>
	<atom:link href="http://www.cattolicablog.com/labels/poesia/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.cattolicablog.com</link>
	<description>non c&#039;è niente oltre il buio (tranne noi mostri)</description>
	<lastBuildDate>Wed, 30 Mar 2011 16:09:59 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.4</generator>
		<item>
		<title>Al Mare &#8211; poesie per immagini di Giuseppe Vanni</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2011/03/al-mare-poesie-per-immagini-di-beppe-vanni.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2011/03/al-mare-poesie-per-immagini-di-beppe-vanni.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 16:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattolichini]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Rubbini]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriele Nastro]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Vanni]]></category>
		<category><![CDATA[Montefiore]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=422</guid>
		<description><![CDATA[Sabato 9 aprile 2011 debutterà alla Rocca di Montefiore presso l&#8217;incantevole paesino di Montefiore Conca la mostra &#8220;Al Mare&#8221;. Si tratta di una raccolta di poesie di Giuseppe Vanni accompagnate da una serie di fotografie di Gabriele Nastro e Stefano Micheli. La mostra sarà visitabile sabato e festivi con i seguenti orari: 10.30 &#8211; 13.00 e 14.00 &#8211; 18.00. Si tratta indubbiamente di una ghiotta occasione di saggiare con mano l&#8217;aereo spleen di un poeta locale in sinergia icastica con ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2011/03/Poster.jpg"><img src="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2011/03/Poster.jpg" alt="" title="Poster" width="300"  class="alignleft size-medium wp-image-423" /></a>Sabato 9 aprile 2011 debutterà alla <strong>Rocca di Montefiore</strong> presso l&#8217;incantevole paesino di Montefiore Conca la mostra &#8220;Al Mare&#8221;. Si tratta di una raccolta di poesie di Giuseppe Vanni accompagnate da una serie di fotografie di <strong>Gabriele Nastro</strong> e Stefano Micheli. La mostra sarà visitabile sabato e festivi con i seguenti orari: 10.30 &#8211; 13.00 e 14.00 &#8211; 18.00. Si tratta indubbiamente di una ghiotta occasione di saggiare con mano l&#8217;aereo spleen di un poeta locale in sinergia icastica con i ritratti di due promettenti fotografi. Il nostro consiglio ovviamente è di non mancare. Di seguito pubblichiamo una recensione di <strong>Claudia Rubbini</strong> sulla raccolta di poesie del Vanni.</p>
<p>La raccolta è evocativa fin dal titolo: Al mare può significare infatti un’ambientazione oppure una dedica. Del resto per chi, come Giuseppe Vanni, è nato in Riviera, il mare è un elemento connaturato, quasi ancestrale: un luogo che è a un tempo partecipe compagno di viaggio e cornice silenziosa dell’esistenza. Ed ecco, in questi suggestivi abbinamenti di parole e immagini &#8211; realizzate in collaborazione con Valerio De Nicolò (elaborazione grafica), Stefano Micheli e Gabriele Nastro (fotografie) &#8211; il mare farsi ora sfondo ora protagonista, ora testimone di sogni infranti ora ispiratore di domande inascoltate.</p>
<p>Ma cos’è in definitiva questo mare che, in ogni immagine e in ogni verso, prorompe, illanguidisce, respinge, accoglie? Il richiamo ineludibile è quello dell’inconscio, quel mare che ci nuota dentro, sede atavica di emozioni e paure, simboli e desideri dell’uomo. Non a caso il tema che permea tutta l’opera coincide con la paura più radicata nella psiche dell’essere umano appena venuto al mondo: l’abbandono, qui declinato in tutte le sue versioni. Non solo, quindi, la fine di un amore, presenza-assenza sempre trascolorata nel ricordo, ma anche la spiaggia che giace abbandonata dopo i bagordi vacanzieri, solcata solo da rare presenze; o, infine, la decadenza dei luoghi ormai desueti che hanno segnato le estati d’antan.</p>
<p>La sensazione dominante, allora, non può che essere la solitudine, sia quella malinconica dell’autunno in cui tutto tramonta, sia quella della stagione fredda che riverbera nell’animo il rigore climatico, sia quella, non meno pesante, dell’estate, sempre rappresentata nell’ora più calda, quella del mezzogiorno e della fuga in hotel per onorare la pensione completa.<br />
In questo “mare” di Giuseppe Vanni, insomma, si concentra tutta la natura bipolare di chi al mare ci vive, e la cui anima è &#8211; da sempre &#8211; divisa in due: un eterno dibattersi fra luce ed ombra, vita e morte, garbino e burrasca. Alta e bassa stagione. (Claudia Rubbini)</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2011%2F03%2Fal-mare-poesie-per-immagini-di-beppe-vanni.html&amp;linkname=Al%20Mare%20%26%238211%3B%20poesie%20per%20immagini%20di%20Giuseppe%20Vanni"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2011/03/al-mare-poesie-per-immagini-di-beppe-vanni.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Jiaxing</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2010/08/jiaxing.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2010/08/jiaxing.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 18:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Off Topics]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=399</guid>
		<description><![CDATA[
Orrobimbo
sei docile argilla
in mani feroci
e pieghi
e rotei
e tendi
le tue esili membra
come lingua di cane.
Da una ciotola
di riso basmati
dirompente
spastico
silfide bimbo che guardi
lo scheletro
dei tuoi pochi anni
dilapidare
le sue fortune
nel vento di Jiaxing.
Hanno preso il tuo corpo
e piegato come bambù
e stretto
contorto
frenato
rifilato.
E poi denti
d&#8217;un salto smaltato
han sfiorato
il tuo sorriso
istituzionale
per i patriarchi
seduti
in consesso
sulgli spalti di Jiaxing.
Tu che correvi
come giovane lepre
nella boscaglia
e sulle risaie
ricolme di sospiri
e caldo foderato
di giovani amanti
acquattati nell&#8217;onde.
Tu che filavi
come ripida acqua
leggero
come il sogno a vapore
di una cucina
interrata di soia.
Tu che fischiavi
a molecole ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/08/Cina-linfanzia-violata-dei-futuri-ginnasti.jpeg"><img src="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/08/Cina-linfanzia-violata-dei-futuri-ginnasti-300x235.jpg" alt="" title="Cina, l&#039;infanzia violata dei futuri ginnasti" width="300" height="235" class="alignnone size-medium wp-image-400" /></a></p>
<p>Orrobimbo<br />
sei docile argilla<br />
in mani feroci<br />
e pieghi<br />
e rotei<br />
e tendi<br />
le tue esili membra<br />
come lingua di cane.<br />
Da una ciotola<br />
di riso basmati<br />
dirompente<br />
spastico<br />
silfide bimbo che guardi<br />
lo scheletro<br />
dei tuoi pochi anni<br />
dilapidare<br />
le sue fortune<br />
nel vento di Jiaxing.</p>
<p>Hanno preso il tuo corpo<br />
e piegato come bambù<br />
e stretto<br />
contorto<br />
frenato<br />
rifilato.<br />
E poi denti<br />
d&#8217;un salto smaltato<br />
han sfiorato<br />
il tuo sorriso<br />
istituzionale<br />
per i patriarchi<br />
seduti<br />
in consesso<br />
sulgli spalti di Jiaxing.</p>
<p>Tu che correvi<br />
come giovane lepre<br />
nella boscaglia<br />
e sulle risaie<br />
ricolme di sospiri<br />
e caldo foderato<br />
di giovani amanti<br />
acquattati nell&#8217;onde.<br />
Tu che filavi<br />
come ripida acqua<br />
leggero<br />
come il sogno a vapore<br />
di una cucina<br />
interrata di soia.<br />
Tu che fischiavi<br />
a molecole di<br />
giovani insetti<br />
e succhiavi l&#8217;aria<br />
e poi il sole di Jiaxing.</p>
<p>Hanno avvolto<br />
di sangue e catrame<br />
il tuo esile filo<br />
di pelle e pensieri,<br />
han costretto<br />
ad una pertica<br />
il tuo tremovolteggio<br />
bagnato di talco.<br />
Un&#8217;immensa palestra<br />
di pietra e linoleum<br />
ha affilato<br />
i tuoi nervi aguzzi.<br />
E tu &#8230;<br />
tu hai ancora<br />
la forza<br />
d&#8217;alzare i tuoi arti di gomma<br />
e librarti<br />
e danzare<br />
come snodo di via<br />
come pura follia<br />
nel cielo di Jiaxing.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2010%2F08%2Fjiaxing.html&amp;linkname=Jiaxing"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2010/08/jiaxing.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Opposizione</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2010/07/opposizione.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2010/07/opposizione.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 18:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Epigrammi]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=379</guid>
		<description><![CDATA[
Io andrò
pieno di niente
e di luce
incontro
al tempo che cade.
Sarò elegante
e un poco forbito
vestendo
la decadenza
del mio corpo.
Sorriderò
vedendo la pelle
seccarsi
e le parole
volare via leggere.
Sarò vecchio
e masticherò
il mio dolore
concentrandomi
su disegni bambini.
E penserò ridente
alle tue fresche
labbra
rinchiuse e spente
in un ultimo sussulto
d&#8217;infanzia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/07/KleePaul-Senecio-1922-m.jpg"><img src="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/07/KleePaul-Senecio-1922-m-270x300.jpg" alt="" title="Klee,Paul-Senecio-1922-m" width="200" class="alignnone size-medium wp-image-383" /></a></p>
<p>Io andrò<br />
pieno di niente<br />
e di luce<br />
incontro<br />
al tempo che cade.</p>
<p>Sarò elegante<br />
e un poco forbito<br />
vestendo<br />
la decadenza<br />
del mio corpo.</p>
<p>Sorriderò<br />
vedendo la pelle<br />
seccarsi<br />
e le parole<br />
volare via leggere.</p>
<p>Sarò vecchio<br />
e masticherò<br />
il mio dolore<br />
concentrandomi<br />
su disegni bambini.</p>
<p>E penserò ridente<br />
alle tue fresche<br />
labbra<br />
rinchiuse e spente<br />
in un ultimo sussulto<br />
d&#8217;infanzia.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2010%2F07%2Fopposizione.html&amp;linkname=Opposizione"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2010/07/opposizione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un posto dove essere</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2010/06/un-posto-dove-essere.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2010/06/un-posto-dove-essere.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 17:11:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=311</guid>
		<description><![CDATA[Ho visto una donna stirare, fuori, sotto il porticato, mentre flange di nubi rosse correvano tutto intorno alla sua casa. E  bambini giocare tranquilli in giardino mentre la chitarra sussurrava in filigrana. E ho visto il suo uomo dare un significato al vento gettandovi cenere e pensieri. Poi con colossale calma sillabare a uno dei piccoli il delicato tropismo tra Dio e uomo. E ancora palme, e mare bluoscuro, e una vecchia ford nera degli anni 40 sferragliare su ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/06/nick-drake-300x242.jpg" alt="nick-drake" title="nick-drake" width="300" height="242" class="alignleft size-medium wp-image-312" />Ho visto una donna stirare, fuori, sotto il porticato, mentre flange di nubi rosse correvano tutto intorno alla sua casa. E  bambini giocare tranquilli in giardino mentre la chitarra sussurrava in filigrana. E ho visto il suo uomo dare un significato al vento gettandovi cenere e pensieri. Poi con colossale calma sillabare a uno dei piccoli il delicato tropismo tra Dio e uomo. E ancora palme, e mare bluoscuro, e una vecchia ford nera degli anni 40 sferragliare su una strada di terra rossa. E una donna sorridermi e brindare con gesto impercettibile, nella mano un Margarita comparso dal nulla. Un&#8217;altra donna con un fermaglio tra i capelli indicare al suo uomo l&#8217;atroce apparizione di una rosa e poi ridere forte, piena di creato e luminescenza. E una madre correre trascinando la scia di una bici con sua figlia in sella. Ho visto anche una donna ebbra di polline e verderame. Ho visto atleti in posa per una foto. E ho visto il tuo viso Nick, farsi grande. E la tua musica riempire le mie ore vuote e inutili. Dolce e inattesa, come la prima pioggia sulla pelle calda di sole. </p>
<p>Quando ero più giovane, più giovane rispetto a prima<br />
Non ho mai visto la verità appesa alla porta<br />
E ora sono più vecchio e la vedo faccia a faccia<br />
Ed ora che sono più vecchio devo alzarmi e ripulire. </p>
<p>Ed ero verde, più verde della collina<br />
Dove i fiori crescevano e il sole splendeva ancora<br />
Adesso sono più scuro del mare più profondo<br />
Fammi solo restare, dammi un posto dove stare. </p>
<p>Ed ero forte, forte nel sole<br />
Ho pensato di poter vedere quando il giorno era andato<br />
Ora sono più debole rispetto al pallido azzurro<br />
Oh, così debole in questo bisogno di te.</p>
<p>[<em>A Nick Drake, mai piegato a nessuna morte, nel giorno del suo compleanno, guardando il video di Place To Be trovato su YouTube</em>]</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2010%2F06%2Fun-posto-dove-essere.html&amp;linkname=Un%20posto%20dove%20essere"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2010/06/un-posto-dove-essere.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La piega dell&#8217;astrazione</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2010/06/la-piega-dellastrazione.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2010/06/la-piega-dellastrazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Jun 2010 09:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=294</guid>
		<description><![CDATA[I poeti sono esseri straordinari dotati di superpoteri sensoriali. Uno di questi è sicuramente il potere evocativo della vista. Nei poeti la visione del reale è come se fosse filtrata da un dedalo di specchi, da un intrico barocco di lenti concave e convesse, una sorta di ottica disoccultante che definisco impropriamente astrazione. L&#8217;astrazione parte da un&#8217;esperienza vissuta e si dipana attraverso il ricordo, la rielaborazione e la versificazione. Tramite l&#8217;astrazione è possibile ricostruire il vissuto e sublimarlo in poesia. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.cattolicablog.com/uploaded_images/2010/06/henri_cartier_bresson014-300x189.jpg" alt="henri_cartier_bresson014" title="henri_cartier_bresson014" width="250" class="alignleft size-medium wp-image-295" />I poeti sono esseri straordinari dotati di superpoteri sensoriali. Uno di questi è sicuramente il potere evocativo della vista. Nei poeti la visione del reale è come se fosse filtrata da un dedalo di specchi, da un intrico barocco di lenti concave e convesse, una sorta di ottica disoccultante che definisco impropriamente astrazione. L&#8217;astrazione parte da un&#8217;esperienza vissuta e si dipana attraverso il ricordo, la rielaborazione e la versificazione. Tramite l&#8217;astrazione è possibile ricostruire il vissuto e sublimarlo in poesia. Un processo naturale che lacera il pragma e lo denuda miseramente, una piaga aperta in cui bellezza e lirismo vivono in eterno. Mi viene in mente l&#8217;Esterina di Eugenio Montale:</p>
<p>Leggiadra ti distendi<br />
sullo scoglio lucente di sale<br />
e al sole bruci le membra. </p>
<p>Una donna che prende il sole su uno scoglio è un abulico fatto di cronaca. Una visione come tante, un fotogramma estrapolato da una qualsiasi delle nostre vite. Ma ecco che questa donna viene &#8220;vista&#8221; dal poeta. E guardate, assaporate cosa diventa questa donna, quale indicibile stato di grazia l&#8217;avvolge e la precipita. Un&#8217;estasi lirica da levare il fiato. L&#8217;astrazione consente al poeta di elevare questa donna a pura bellezza, ad antimateria, a essenza aerea, indefinibile, inconoscibile. Un&#8217;esperienza estetica che sfiora il misticismo. Ma l&#8217;astrazione lavora anche in altre direzioni che esulano dal freddo vincolo con il reale e anzi lo trasfigurano in moto perenne e discontinuo: una &#8220;disarmonia prestabilita&#8221; come amava definirla Roscioni a proposito di Gadda. Leggiamo Rimbaud per capire meglio questo aspetto (la traduzione è mia).</p>
<p>L&#8217;étoile a pleuré rose au cœur de tes oreilles,<br />
L&#8217;infini roulé blanc de ta nuque à tes reins<br />
La mer a perlé rousse à tes mammes vermeilles<br />
Et l&#8217;Homme saigné noir à ton flanc souverain.</p>
<p>[La stella è pianto rosa al cuore delle tue orecchie,/ l'infinito è rotolato bianco dalla tua nuca ai tuoi reni/ il mare ha imperlato di rosso le tue mammelle vermiglie/e l'Uomo ha sanguinato nero al tuo fianco sovrano.]</p>
<p>Qui il poeta non parte da una visione fisica della realtà, ma fa uso di un grimaldello metafisico per versificare. Parte da una donna e ne rivisita le emozioni, i pensieri, i tratti somatici, gli odori, i colori. Ne fa combaciare il profilo con migliaia di astrazioni intrinseche che con propensione molecolare si avvicinano al ricordo primario e lo contrastano, lo rigenerano, lo cambiano. Il poeta incrocia i destini di mille astrazioni come un Demiurgo farebbe con gli atomi di un universo germinale. E infine attraverso uno scroscio cromatico (rosa, bianco, rosso, nero) la fissa su carta traendola dai flutti dell&#8217;astrazione e addestrandola al ruggito normativo della metrica, delle rime, delle figure retoriche. Il risultato è qualcosa che va aldilà di ogni fatto, un ineffabile scansione di parole e idee che ci sfiora la pelle come un bacio percepito in dormiveglia. Un brivido immenso che il poeta ha tolto faticosamente dal sè, in una lenta agonia di immagini e ricordi. Ecco, questo è in definitiva l&#8217;astrazione poetica. Uno strumento che ci permette di prendere parte alla visione del poeta, che ci dona il lieve sussurro di un bacio, il palpitante attimo in cui ci sentiamo persi nel vuoto estatico della poesia. Ed è lì che vorremmo rimanere, per sempre.</p>
<p>(a <em>Luciano Anceschi</em>)</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2010%2F06%2Fla-piega-dellastrazione.html&amp;linkname=La%20piega%20dell%26%238217%3Bastrazione"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2010/06/la-piega-dellastrazione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apologia dell&#8217;assenza</title>
		<link>http://www.cattolicablog.com/2010/04/apologia-dellassenza.html</link>
		<comments>http://www.cattolicablog.com/2010/04/apologia-dellassenza.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.cattolicablog.com/?p=259</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;assenza è una porzione ben definita della nostra vita. Uno spazio misurato e misurabile con cui fare i conti, prima o poi. Caproni in Res Amissa fronteggiò il dilemma tentando la strada della multisensorialità:
Non ne scorgo più segno.
Più traccia. 
Chiedo
alla morgana&#8230; 
Rivedo
esile l&#8217;esile faccia
flautoscomparsa&#8230; 
L&#8217;assenza diviene veicolo di musica e colore attraverso questi versi. Trovo che sia folgorante come Caproni riesca a descrivere la cifra dell&#8217;assenza attraverso un termine sinestetico come flautoscomparsa, un composto che unisce la musica di un ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assenza è una porzione ben definita della nostra vita. Uno spazio misurato e misurabile con cui fare i conti, prima o poi. Caproni in Res Amissa fronteggiò il dilemma tentando la strada della multisensorialità:</p>
<p>Non ne scorgo più segno.<br />
Più traccia. </p>
<p>Chiedo<br />
alla morgana&#8230; </p>
<p>Rivedo<br />
esile l&#8217;esile faccia<br />
flautoscomparsa&#8230; </p>
<p>L&#8217;assenza diviene veicolo di musica e colore attraverso questi versi. Trovo che sia folgorante come Caproni riesca a descrivere la cifra dell&#8217;assenza attraverso un termine sinestetico come <em>flautoscomparsa</em>, un composto che unisce la musica di un flauto alla scomparsa fisica di una persona, e in filigrana si intravede anche il diafano pallore di quel viso evaporato. Un neologismo di un&#8217;intensità lirica abbacinante, che rimane scolpito nella memoria e circoscrive l&#8217;assenza come qualcosa di impalpabile e allo stesso tempo ben delineato. L&#8217;insondabilità di ciò che si è posseduto decade in smarrimento, in prognosi impossibile. Rimane la sensazione di aver stretto a sè qualcosa di inestimabile: di tanto prezioso che lo stesso timore di perderlo l&#8217;ha dissolto definitivamente.</p>
<a class="a2a_dd addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Fwww.cattolicablog.com%2F2010%2F04%2Fapologia-dellassenza.html&amp;linkname=Apologia%20dell%26%238217%3Bassenza"><img src="http://www.cattolicablog.com/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_120_16.png" width="120" height="16" alt="Share/Save/Bookmark"/></a>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.cattolicablog.com/2010/04/apologia-dellassenza.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

