Ci si ritrovava domenica pomeriggio alla chiesa di Sant’Antonio in via Del Prete. Le bici si lasciavano spalmate sulla mura della vecchia chiesina a quei tempi appena soppiantata da un mostro futurista inconcepibile: la nuova chiesa di Sant’Antonio, edificata come uno sberleffo di fronte all’antico tempio, frutto evidente della malìa che lo spirito di Le Corbusier propalava ancora in quei vulcanici anni ’70, ruggito avanguardistico che squarciava il buongusto dei notabili cattolichini.
C’era chi arrivava con il baccano infernale di un …

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