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L’estate sta finendo ed è tempo di bilanci.
Arriva quel momento in cui ci si deve, giocoforza, fare seri ed imbronciati e con un moto di Melancholia à la Rimbaud tracciare un quadro della situazione, un disegno finale, sintesi sublime del nostro eterno fluire. Voglio dire una specie di cartella clinica da depositare ai posteri e magari alla letteratura psichiatrica…
Un quadro il più possibile omnicomprensivo, esaustivo e sistematico. Un Diario dell’Anima. Un Compendio dell’Io.
Arriva insomma quel fatidico momento in cui senti …
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Un mese di assenza.
Un mese di traumi ferragostani e fuochi d’artificio in fieri.
Un mese di folla in bermuda e auto da posteggiare.
Un mese di camerieri bizzosi.
Un mese di scartafacci da vergare.
Un mese di ombrelloni all’orizzonte.
Un mese di sabbia e gelosie.
Un mese di “scusi, per l’autodromo?”.
Un mese di aperitivi sprite-trebbiano-campari.
Un mese di vita archiviata.
Un mese di aria condizionata dentro la pelle.
Un mese di sorrisi precotti.
Un mese di Sergio e la sua ragazza di 26 anni.
Un mese di faide calabresi.
Un mese di …
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L’ora topica per misurare il senso di solitudine di un albergatore sono le 21.
A quell’ora i clienti veri sciamano fuori e l’hotel piomba nella più raminga e solitaria condizione che uomo possa pallidamente immaginare.
Entrano allora dalla porta principale ancestrali spiriti di turisti mai esistiti, modelli comportamentali costruiti a tavolino da qualche sociologo finito internato in qualche istituto in disarmo oppure suicida in qualche melmoso fiume della bassa Brianza.
Si intrecciano conversazioni di uomini e cose non presenti, e l’albergatore presenzia indifeso …
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Ieri mattina si ferma un torpedone che pareva sputato dai mitici anni 50. Un collasso di lamiere e linee podaliche che piano piano si accosta al marciapiede e con un tremendo sferragliare, come un vecchio catarroso, eccolo spossato concludere la sua corsa e con l’ultimo briciolo d’energia aprire le porte per vomitare i passeggeri.
Seduto in terrazza seguivo incuriosito la scena domandandomi un po’ tutto e un po’ niente. Dopo alcuni eterni minuti ecco sbucare l’autista, o un surrogato di tale …
Mi è mancato questo blog. Una settimana che non posto ed è un malessere fisico quello che mi riporta a scrivere qui, una sorta di dilaniante crisi d’astinenza cui credo non vi sia rimedio se non il postare.
Già ma postare su cosa? Da quando ho riaperto l’hotel ed è iniziato il grande afflusso di vacanzieri i miei tempi si sono ridotti all’osso e non ho più tempo, ahimè, per curiosare in ogni remoto angolo di Cattolica. Come ogni estate mi …
“Dalla panchina il cielo è una civiltà evoluta e implacabile.
Con il capo reclinato sullo schienale di pietra guardo su. Indugio su due immensi lastroni, di cobalto e turchese. Le due superfici aeree mischiano gli azzurri superiori e li combinano pigramente, in un fumigare di tonalità. Dovranno scontrarsi, in definitiva scambiandosi rabbia e disperazione, ma la civiltà lassù è un impulso al silenzio, senza sprecare inutili energie.
Il Parco è immerso in un verde non ancora rimarginato, di contro la Città resta …